Un paesaggio, non un giardino botanico

Scendendo da Ostuni verso Rosa Marina si attraversa una piana coperta di ulivi enormi, con tronchi cavi, contorti, spaccati, che sembrano scolpiti. Non sono alberi singoli messi lì per stupire: sono un paesaggio agricolo produttivo, coltivato da secoli, che continua a dare olio. È questo che lo rende diverso da qualunque parco.

La piana fra Ostuni, Fasano, Carovigno e Monopoli è il cuore di questo sistema.

Cosa vuol dire "monumentale"

Non è un aggettivo pubblicitario: è una categoria giuridica. La legge regionale pugliese 14 del 2007 tutela gli ulivi monumentali vietandone l'abbattimento, l'espianto e il commercio, dopo anni in cui esemplari secolari venivano sradicati e venduti per arredare giardini privati altrove.

Il censimento regionale ha individuato 343.738 alberi con i requisiti di monumentalità, numero fissato da una deliberazione di giunta del 2021. Ogni albero è schedato e georeferenziato.

Il riconoscimento del 2017

Nel 2017 il Ministero delle politiche agricole ha iscritto il Paesaggio Agrario della Piana degli Oliveti Monumentali di Puglia nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici. È un riconoscimento che certifica il valore storico e culturale dell'insieme, non del singolo albero.

Qui va detta una cosa che in rete si legge di continuo e che non è vera: questi ulivi non sono patrimonio UNESCO. Esiste una candidatura promossa dai comuni della zona, ma non è mai stata accolta. Il riconoscimento vero, quello del 2017, è italiano ed è già abbastanza importante da non aver bisogno di essere gonfiato.

Come leggere un ulivo vecchio

Gli alberi più antichi hanno il tronco cavo: il legno centrale si degrada nei secoli e resta la parte viva esterna, che continua a portare linfa. È per questo che sembrano gusci ritorti eppure producono ancora. Molti hanno forme che i contadini hanno battezzato con nomi propri.

La varietà dominante è l'Ogliarola, che il disciplinare della DOP Collina di Brindisi richiede per almeno il settanta per cento. Accanto ai campi si trovano le masserie con i frantoi ipogei, scavati nella roccia, dove per secoli si è molito al riparo dagli sbalzi di temperatura.

Dove vederli

Non serve cercare: ci si passa in mezzo ogni volta che si va da Rosa Marina verso Ostuni o verso Fasano. Ma il modo migliore è il Parco Naturale Regionale Dune Costiere, dove il percorso ciclabile attraversa gli uliveti secolari e arriva fino alla duna, mettendo in fila i due paesaggi.

Alcune masserie storiche della zona conservano frantoi ipogei visitabili, quasi sempre solo su prenotazione: vanno contattate in anticipo, non si arriva e basta.

Un consiglio di stagione

Se venite fra ottobre e novembre vedrete la raccolta: reti stese sotto gli alberi, abbacchiatori, il viavai verso i frantoi. È il momento in cui questo paesaggio smette di essere una cartolina e torna a essere un lavoro — ed è anche quando si assaggia l'olio nuovo.

La xylella, senza allarmismi

Chi ha seguito le notizie degli ultimi anni associa gli ulivi pugliesi alla Xylella fastidiosa, il batterio che ha colpito duramente gli uliveti della regione. Va detta una cosa utile a chi viene qui: l'epidemia ha avuto il suo epicentro nel Salento, nelle province meridionali, e ha proceduto risalendo da sud.

Il paesaggio della piana fra Ostuni e Fasano, quello che attraverserete voi, è ancora quello degli uliveti monumentali in produzione: è la ragione per cui questi alberi sono un patrimonio tutelato e monitorato, e per cui la legge regionale del 2007 e il censimento hanno il peso che hanno.

Come si guarda un uliveto secolare

Il consiglio è di fermarsi almeno una volta, invece di attraversarli sempre in auto. Un uliveto monumentale visto da dentro è un'altra cosa: gli alberi hanno chiome larghe e distanziate, il terreno fra l'uno e l'altro è tenuto pulito, e la luce che filtra attraverso le foglie argentate cambia completamente colore fra mattina e sera.

Le forme dei tronchi sono il risultato di secoli di potature, innesti e riprese dopo le gelate: ogni albero ha la sua storia scritta addosso, e alcuni hanno nomi propri dati dai contadini. È il tipo di dettaglio che si coglie solo camminando.

Se passate nel periodo della raccolta, fra ottobre e novembre, vedrete le reti stese sotto gli alberi e il viavai verso i frantoi. È quando questo paesaggio smette di essere una cartolina e torna a essere quello che è sempre stato: un luogo di lavoro.

In mezzo agli uliveti, a due passi dal mare

Villa Serena sta fra la piana degli ulivi e la costa: dieci minuti verso l'interno e siete negli uliveti secolari, duecento metri verso il mare e siete in spiaggia.